Il Marchio di Certificazione Europeo

Per valorizzare le caratteristiche di prodotti o servizi

Cos’è il “Marchio di Certificazione Europeo”

Il “marchio di certificazione” si inserisce nella scia dei marchi di qualità e di garanzia. Tale marchio contraddistingue alcune particolarità dei prodotti o servizi relative al materiale, al procedimento di fabbricazione o realizzazione, alla qualità, alla precisione senza che vi sia specificata la provenienza geografica del prodotto o servizio.

Per tale motivo, contrariamente al marchio collettivo, il marchio di certificazione non può cumularsi con le denominazioni d’origine (DOP, IGP, STG).


La regolamentazione del Marchio di Certificazione Europeo

Dal 1 ottobre 2017 sono entrate in vigore le ultime norme relative al regolamento modificativo del regolamento (UE) 2015/2424 del Parlamento europeo e del Consiglio. Questo è stato pubblicato il 24 dicembre 2015 e si iscrive nel quadro del pacchetto legislativo dell’UE per la riforma del marchio, che contempla anche la sostituzione dell’attuale direttiva UE sul marchio (direttiva 2008/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio).

Il regolamento modificato è inoltre integrato dal diritto derivato che è stato costituito del regolamento derivato (UE) 2018/625 che integra il regolamento (UE) 2017/1001 e dal regolamento di esecuzione (UE) 2018/626 recante le modalità di applicazione di alcune disposizioni del regolamento (UE) 2017/1001.

La novità più importante introdotta dalle modifiche è relativa al cosiddetto “Marchio di Certificazione Europeo” (Articolo 83 RMUE).

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I “marchi di qualità” e i “marchi collettivi” contrapposti al Marchio di Certificazione Europeo

Per capire le problematiche relative ai marchi di certificazione dobbiamo partire dai cosiddetti "marchi di qualità".

Marchi di qualità
I “marchi di qualità” sono relativi al settore alimentare e settore vitivinicolo. Questi sono, ad esempio:

Bollino DOP Denominazione d'Origine Protetta Bollino IGP Indicazione Geografica Protetta Bollino STG Specialità Tradizionale Garantita

I marchi di qualità sono applicati a prodotti alimentari quali ad esempio la mozzarella di bufala campana o la porchetta di Ariccia.

Marchi collettivi
A fianco dei marchi di qualità esistono i “marchi collettivi”, già regolati sia dal Codice Italiano sulla Proprietà Industriale che dal Regolamento Europeo sui Marchi Europei. I marchi collettivi sono per intenderci:

Marchio Pura Lana Vergina Logo Istituto italiano del marchio di qualità Marchio Vero cuoio

I marchi collettivi possono essere depositati da qualsiasi soggetto anche privato che “garantisce” le regole di apposizione del marchio a mezzo di un regolamento che deve prevedere controlli e sanzioni.

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Cosa contraddistingue il Marchio di Certificazione Europeo

Il Marchio di Certificazione Europeo contraddistingue alcune particolarità dei prodotti o servizi relative al materiale, al procedimento di fabbricazione o realizzazione, alla qualità, alla precisione.

Al contrario, allo scopo di coordinare questa nuova tipologia di marchio con il “marchio collettivo” ed evitare conflitti o ambiguità, il legislatore europeo ha previsto che, tra le caratteristiche che il “marchio di certificazione” garantisce, non vi sia la provenienza geografica del prodotto o servizio.

Per tale motivo, contrariamente al marchio collettivo, il marchio di certificazione non potrà cumularsi con le denominazioni d’origine (DOP, IGP, STG).

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Ente di certificazione per il deposito del Marchio di Certificazione Europeo

Altra caratteristica fondamentale del “marchio di certificazione” è che questo potrà essere depositato soltanto da soggetti terzi totalmente estranei all’attività di produzione, distribuzione ed intermediazione dei prodotti e dei servizi contraddistinti dal marchio. Infatti una domanda per un marchio di certificazione può essere presentata unicamente da un ente certificatore che non svolga attività di fornitura dei prodotti o servizi rivendicati, viene così i enfatizzata la funzione di “certificazione” del titolare che deve astenersi dall’uso del marchio stesso, che invece può essere utilizzato dai singoli associati. Lo stesso dicasi per gli aventi causa.

L’intento del legislatore europeo è quello di creare un marchio in grado di valorizzare caratteristiche di un prodotto, servizio o procedimento indipendentemente dall’ubicazione geografica del prodotto o dal territorio sul quale è offerto il servizio attraverso una funzione di certificazione delle qualità promesse.

Pertanto, tramite un marchio di certificazione gli imprenditori hanno la possibilità di valorizzare caratteristiche o procedure per il tramite di associazioni di categoria o di enti giuridici creati ad hoc.

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Un esempio pratico di applicazione del Marchio di Certificazione Europeo

Un ente di certificazione può così registrare un marchio di certificazione del tipo “water resistant” caratterizzato da un logo atto a certificare che un orologio è resistente all’immersione in acqua fino ad una certa profondità. Lo stesso marchio di certificazione non può essere concesso ad un produttore di orologi, però il produttore di orologi può chiedere un marchio collettivo.
Quindi la caratteristica del marchio di certificazione è data dalla “terzietà” ed “imparzialità” del soggetto certificatore.

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Chi lo può depositare

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Un esempio pratico

Un ente di certificazione potrebbe così registrare un marchio di certificazione del tipo “water resistent” caratterizzato da un logo atto a certificare che un orologio è resistente all’immersione in acqua fino...

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